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IL MOLISE ESISTE E IO ME LO MAGNO E ME LO BEVO CON GUSTO

Son tornato oramai da un mese dalla mia vacanza estiva, ed ho ancora dentro di me il mal di Molise, insieme ancora ai chili che ho preso.

Ho scoperto che il Molise esiste, ma è la bilancia che non esiste ! Cosa è la bilancia ?

Scherzi a parte, devo dire che Termoli mi è piaciuta davvero molto. E come poteva non piacermi, essendo per mia somma gioia e gaudio magno (ovviamente per rimanere in tema), una città piena zuppa pardon piena zeppa di ristoranti ?

Termoli, come probabilmente non saprete, si trova infatti sul mare. Mare ? Il Molise ha una costa ? Beh cosi è, fatevene una ragione.

Ad onor del vero, chi è stato in Molise ricorda principalmente la cucina genuina dell’entroterra, soprattutto le scamorze ed i caciovavalli. Particolarmente rinomati quelli al tartufo .

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Prodotto, orgogliosamente da latte di mucche in rigorosa transumanza. Trans sumanza non è un’amica di Vladimir Luxuria, badate bene.

Solitamente si associa al Molise soprattutto la carne, di bovini ed ovini in genere, ma anche ottimi salumi, tra cui la ventricina di Montenero di Bisaccia.  Dulcis in fundo, sua maestà il  tartufo prolifica nel terreno molisano.

Ad ogni modo, se andate a Termoli sappiate che dovete rigorosamente prenotare per cena. Avevo pensato : “con tutti ‘sti ristoranti non c’è problema…” , Invece il problema era la mia pancia che gorgogliava, e di posto non ce ne era , come il coviddi per fortuna.

Accortomi sulla mia stessa pelle che dovevo prenotare, ben presto avevo organizzato tutte le cene della settimana, in ristoranti diversi.

Sono ad elencarvi i ristoranti che si andranno a contendere il seguente premio :

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Il Pescatore, Oysterfish, Il Borgo, Da Nicolino, Il solito posto, Mare e Monti, Miseria e nobiltà (unico a base di carne, con mio grande stupore), La Sagrestia.

Di questi ristoranti ne ho messi 3 nella mia personale classifica del Vinaccia :

1)La Sagrestia. Nonostante sia un ristorante pizzeria, porzioni abbondanti e cucina saporita. A base di pesce ovviamente. Qualità prezzo notevole.

2) Oyster fish. Location fantastica, in una piazza vicinissima al mare e proprio sotto la torre Sveva, simbolo del borgo antico di Termoli.

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3) Nicolino. Altro posto molto ben curato, all’apparenza molto scicchettoso. Anch’esso a ridosso della torre Sveva. Pochi tavoli all’aperto, ma proprio per questo pochi ma ottimi (buoni sarebbe troppo poco).

Tra i 3 ristoranti (Il vostro sommelier vinaccia è una spanna sotto allo chef Borghese, che di ristoranti ne mette sempre 4 ) il vincitore del mio premio è NICOLINOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO.

E senza ombrina di dubbio ! Ricordo con piacere di aver dapprima ordinato una ottima insalata di mare.

A seguire, la specialità della casa, il famoso brodetto alla termolese. Ebbene, se siete a Termoli e non provate il brodetto, allora che ci andate a fare ?

Per di più si dice che il brodetto di Nicolino sia il top per eccellenza. Certo non posso confrontarlo con altri, visto che solo in un altro ristorante dei 7 da me scelti lo ho trovato nel menu (nel ristorante Mare e monti). Non l’ho tuttavia provato perché lo avevo già mangiato la sera prima…

Tornando alla serata goduriosa da Nicolino, ero io stesso in un brodetto di giuggiole termolesi.

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Sono stato servito riverito ed imbavagliato (con un bavaglio anti-sbrodolo). Un tovagliolo che ben sugella il simbolo della mia battaglia con il brodo, un tovagliolo che ben presto si colorerà gloriosamente di rosso, al cospetto della torre sveva che di battaglie ne ha viste ben tante nel corso della sua storia.

Quando ho visto apparire il tegame di coccio, ancora pippiante e fumante, pieno di brodetto, ero già concentrato sull’impresa di finirmelo da me (mia moglie si era già arresa all’antipasto) .

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Ed ecco che in un piatto fondo mi ritrovo degli spaghetti spezzettati, e la cameriera mi spiega che devo versarvi il primo liquido del brodetto. Un inizio molto promettente, dal gusto ottimo.

Avevo poi anche del pane abbruscato, per poter inzuppare l’ottimo condimento e per apprezzare i pesci al suo interno (seppie e calamari, pannocchie, gallinella, razza, triglie e nasello.E peperone verde).

Bravo Nicolino, mi hai conquistato, insieme alla location a cui Borghese avrebbe dato diesci,

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Per quanto riguarda la mia vacanza enogastronomica, devo ora soffermarmi su un vino che mi ha particolarmente colpito. Un tintilia rosé che era un abbinamento perfetto per ogni pietanza che ho ordinato.

Prodotto dalla cantina Tenuta Marta rosa di Campomarino. A chi non sapeva che il Molise si trovasse sul mare, lo invito ad assaggiare questo vino… Ed il mare lo vedrete ed immaginerete sull’istante.

Complimenti ai produttori, cin cin anzi Tin-tll !

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Il rosé in questione è molto delicato, dal colore quasi pallido, ma il vino merita davvero.

Potete vedere nel dettaglio il rosé tenue, nella seguente foto

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Come dite, sembra quasi invisibile ? Ah è vero. questa è la bottiglia quando me la ero già scolata tutta. Non ho resistito proprio.

Ora invece vi stupirò, ma devo spendere enormi lodi per un prodotto che già avevo avuto la fortuna di provare. Lo cercavo ma non lo trovavo, finché finalmente me lo sono ritrovato sul tavolo in un ristorante. Sto parlando dell’acqua Molisia, un’acqua leggera, davvero piacevole al palato, delicata, difficile da trovare nel resto d’italia. Ottima leggermente frizzante, ma anche naturale ha il suo perché. Certo direte che un sommelier che decanta le qualità organolettiche dell’acqua, non si può sentire. Ebbene si , oramai mi conoscete però, sono abbastanza stronzio forse, ma quest’acqua prima provatela e poi mi dite.

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Ciao Molise, non è un addio ma un arrivederci. Oramai so che esisti ! E so bene dove trovarti…

Basta seguire il profumo !

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